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mercoledì 20 febbraio 2013

Il mio San Valentino...un po' in ritardo

E figuriamoci se potevo essere precisa e puntuale almeno nel mostrarvi le mie piccole preparazioni per San Valentino!
Io mi sono sempre chiesta come facciano, cioè come fate tutti/e voi bloggerS pieni di inventiva e iniziativa, sempre attenti a partecipare ai vari contest creati sui siti o altri blog per qualunque ricorrenza, che sia Natale, Pasqua, Halloween, San Valentino, Carnevale...al primo avviso eccovi là tutti belli e pronti, preparati già con le vostre fantastiche foto delle vostre ammirevoli creazioni o ricette, spesso anche in anticipo di mesi rispetto al giorno esatto della festività...VI STIMO VI AMMIRO E...quasi quasi vi detesto! Ma scusatemi, come fate ad avere già pronte le foto dei manicaretti da mangiare la sera di San Valentino una settimana o due prima che il santissimo degli innamorati arrivi? Come minimo vi fanno i vermi e la muffa e poi dovete prepararne di nuovi?!?! Vero?!?!? O se fate le prove prima dell'evento, buon per voi, siete davvero bravi! 
Io? E' già tanto se trovo ispirazione, tempo e idee per farli la sera stessa, di corsa, rientrata a casa senza aver fatto in tempo a fare una spesa adeguata, di nascosto dal marito al quale devo gridare da una stanza all'altra "NON ENTRARE IN CUCINA E NON PASSARCI NEMMENO DAVANTI, SENNO' TI PICCHIO!" chiudendomi dentro come una beota e uscendo di soppiatto per cercare cose che mi servono in altre stanze (per esempio l'accendino che non è mai al suo posto, che serve quella volta all'anno per la cena a lume di candela!)...fino a poter, dopo un bel po' di tempo, uscirne viva e profumata di cibo (almeno non è puzza, però!) per andare dolcemente ad avvisarlo che è tutto pronto e può avvicinarsi alla sala degli orrori...mentre lui già ride per queste mie bambinate e perchè già sa cosa lo aspetta :)
....ROMANTICO, NO?!? :P
Scusatemi, ma alla fine, il massimo che sono riuscita a fare l'altra sera, ormai una settimana fa, è stato questo:

Una semplicissima torta salata con crema di zucchine (zucchine cotte a rondelle con olio sale e pepe e un goccino di acqua, poi frullate con un po' di latte, formaggio grattugiato a volontà, e olio crudo e infine mescolate con prosciutto crudo a dadini e 2 uova sbattute) decorata con cuoricini di brisè (quando avrò modo di farla proprio io la brisè sarò ormai defunta).

         

Cuoricini di brisè (avanzata) cosparsi di pecorino, da accompagnare con patè di olive nere o da accompagnare A burratine (comprate naturalmente, non fatte in casa!).



Qualche candelina, un fiorellino e i "bicchieri buoni" ehehe e tovaglia a cuoricini....Sì LO SO CHE è LA TOVAGLIA DI NATALE, MA è L'UNICA ROMANTICA CHE HO E POI DAI, NON BASTA L'IMPEGNO? 
;)









martedì 12 febbraio 2013

E se il Gateau fosse...di cavolfiore?

Avevo un cavolfiore da consumare e un uovo che si sentiva tanto solo lassù nello scomparto del frigo, formaggi vari, le mie solite acciughine che insaporiscono ogni ricetta (per chi le gradisce, è chiaro, mio padre, come ho già detto altrove, scapperebbe!)...e così mi son detta: ma perchè non cucinare il cavolo in maniera diversa per renderlo più saporito ed evitare che il marito, rientrando a casa, storca il muso all'idea della famigerata PASTA E CAVOLI che prima adorava, ma adesso quasi detesta, poichè gliela propinano ogni settimana (cucinata chissà come) alla mensa aziendale?!?!?
E così mi sono messa all'opera: ho tagliato il cavolfiore, sciacquato, messo a bollire partendo da acqua fredda salata, fatto ammorbidire abbastanza (quando la forchetta entra tranquillamente e u pochino lo rompe, è ok!). Poi ho mescolato con un uovo sbattuto, formaggi a volontà (scegliete voi, sarebbe stata grandiosa una bella scamorza, ma non ce l'avevo), acciughine spezzettate di qua e di là (potete sostituirle con speck, prosciutto cotto o crudo, salame, ciò che più gradite), sale, pepe. Poi ho ben schiacciato il tutto in una pirofila livellando, ho guarnito con una bella spolverata di pangrattato, formaggio, olio (o burro se volete) e messo in forno ventilato a 180°-200° fino a che non si è formata la famosa crosticina! 
Oh, il marito ha gradito, quasi non capiva cosa fosse (vabbè, se pensate che non riconosce la differenza tra prezzemolo e basilico o tra aglio e cipolla! eheheh), il cavolfiore è stato be camuffato e ha acquisito un buon sapore! Eccovi un bel Gateau (sformato) di cavolfiore


Poi, per farlo contento, gli ho preparato anche, in "quattroequattrotto" (che non si scrive così) le sue tanto amate polpettine al tonno. Sono semplicissime, potete farle col tonno fresco a pezzettini o col tonno in scatola...io quello avevo, sapete che raramente esco apposta a comprare qualcosa per cucinare, a meno che non ho ospito o il frigo vuoto, uso ciò che ho! 
Ho usato il tonno in scatola al naturale (senza olio), mischiato con mollica di pane (avanzato anch'esso) ammorbidita nel latte in 2 secondi, formaggio grattugiato, uovo, succo di 1/2 limone, erbe varie (le solite), fatto palline e ripassate solo nel pangrattato, dopodichè fritte, ma poco, non per immersione, "una voltata e una girata" in poco olio e...eccole qua, stuzzicose, buonissime Polpettine di tonno e limone, ottime come aperitivo, se vi garba l'idea ;)

            

lunedì 11 febbraio 2013

Il buono della semplicità - parte II

Vi dico solo che alle 13.15 siamo rientrati a casa e non c'era niente di pronto.
Alle 13.45 eravamo già a tavola e stavamo beatamente mangiando. :)
Perchè non ci vuole davvero nulla per mettere in tavola qualcosa di gradevole! Sono bastati pochissimi ingredienti e circa 20 minuti per far ripetere al maritozzo tutto il tempo "buono, buono!"
Dunque, come primo piatto ho preparato Paccheri al sugo di acciughe e capperi:
vi servono circa 300 gr di paccheri (per 2 bei piatti per 2 persone);
polpa di pomodoro a pezzetti/cubetti;
qualche filetto di acciuga;
capperi;
2 spicchi d'aglio;
olio e.v.o. q.b.;
sale e pepe q.b.
Preparate il sughetto con aglio, olio, polpa, le acciughe spezzettate, capperi, sale e pepe a piacimento. Spegnete quando è diventato più denso e le acciughe si son fatte una cremina.




Per il secondo ho cucinato una Cotoletta light di pesce persico al limone.
Qui servono:
filetto di pesce persico (della misura che preferite);
olio e.v.o.;
1 limone;
pangrattato;
sale e pepe q.b.;
erbe aromatiche a piacere o rosmarino.
Avevo un bel filetto di pesce persico (che molti snobbano, ma a noi piace molto, è carnoso, buono e non butti via nulla) da circa 400 gr (un pezzo così costa sui 3-4 €).
L'ho messo nella teglia con olio, succo di limone ad irrorare a volontà, sale, pepe, ricoperto totalmente di pangrattato e spolverizzato con il mio solito mix di erbe aromatiche (rosmarino, timo, maggiorana, basilico e santoreggia). Piazzato in forno per circa 15 minuti o giù di lì finchè non fa la crosticina.




Spero vi piacca! Buonissima settimana a tutti!

Troccoli al Primitivo di Manduria

L'altro giorno, triste per la conclusione del corso di Enologia che frequentavo da novembre, ho deciso di onorare uno dei migliori vini della nostra terra...preparando un primo piatto in cui il suddetto fosse protagonista!
Ed ecco nati in cucina dei bei Troccoli freschi con crema di Parmigiano Reggiano, listarelle di prosciutto crudo tostate e salsa al Primitivo di Manduria! 

E' stato semplice...vabbè lo sapete, se non lo fosse non sarebbe una mia ricetta :)
Ho creato la crema di parmigiano con del formaggio grattugiato e acqua di cottura (come si fa per la ricetta Cacio e pepe), scottato in padella con un filo d'olio e.v.o. il prosciutto crudo a listarelle, scaldato per un bel po' in un tegamino almeno 3 dita di vino fin quando non è diventato un po' più denso (anche per far evaporare l'alcool, sennò ci ubriacavamo con la pasta!) e poi saltato tutto insieme: prosciutto, crema di formaggio, salsa al vino, troccoli al dente, un filo di olio a crudo.
Impiattato con scaglie di parmigiano e pepe.
Qui da me si dice: E CHE TI MANGI! 
Abbiamo decisamente gradito ;)


venerdì 1 febbraio 2013

Risotto al limone. "Ride il cuore che mangia in compagnia"

Una lunga assenza. Pensieri, situazioni, desideri, esperimenti, amici, famiglia, cene, pranzi, festività, risate, lacrime, decisioni...importanti...strade prese, strade lasciate, fallimenti e successi, errori ed insicurezze, incertezze, non esser pronta...riflessioni, alberi, rosso, colore e calore, luci e tepore, sogni, preghiere, delusioni, ripensamenti, nuova coscienza, crescita e decrescita. 
Un semplice ritorno senza pretese. Buono, profumato, cremoso, colorato. Semplice, come sempre.

Risotto rucola, speck, scorza di limone campano profumatissimo. 











Un piatto per unire, per condividere, per riscaldare ed avvicinare. 
Un pasto semplice di un giorno qualunque in cui una coppia si ritrova introno  ad un tavolo e gode di un momento di intimità fatta solo di gusto, sguardi, sapori, gesti, rumori e piacere di stare insieme. Un momento solo per due. Ogni tanto.

"Il buon gusto, quando è condiviso, ha il più spiccato influsso sulla felicità che si può trovare nell'unione coniugale.
Due sposi buongustai hanno, almeno una volta al giorno, una piacevole occasione di stare insieme [...]; essi hanno naturalmente l'uno verso l'altro quei piccoli riguardi che dimostrano il desiderio di essere gentili e il modo con cui si svolgono i pasti ha molto valore sulla felicità della vita. [...] (Jean-Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto o Meditazioni di gastronomia trascendente, Meditazione XI, p. 132; Meditazione XXVIII, p. 254.
Ride il cuore che mangia in compagnia." Questo brano è tatto da "La cucina del buon gusto" di Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati, capitolo 3 Mangiare da soli o in compagnia, p. 37.

Chi mi ha un pochino seguita sa che l'avevo già nominata ed ammirata. Ve lo consiglio, apre il cuore, la mente, la curiosità e l'amore per il cibo, per la cucina e per la famiglia, o meglio, per la convivialità ed anche per la solitudine accompagnate dal mangiar bene e dal buon gusto.
Buona cena.
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